Cosa fanno adesso i superstiti della Banda della Magliana? (seconda parte)

di Alessandro Ambrosini

Ogni tanto ritorna, ogni tanto lo spettro della Banda della Magliana fa capolino nella cronaca nazionale. 

Ma chi non è morto nella faida interna, che ha indebolito a suo tempo questa holding del crimine, chi non ha trovato la fine anche dopo la fine stessa della Banda. Che fine ha fatto? 

Come e dove vive chi ha governato la Roma criminale lungo vent’anni della nostra storia? Ecco ciò che siamo riusciti a scoprire… 

 









Maurizio Abbatino : detto "crispino", uno dei fondatori della Banda e anche colui che ha determinato la fine giudi-ziaria di essa. E’ stato il collaboratore di giustizia e il pentito più importante dell’Operazione “Colosseo”. Condannato a 22 anni oggi è in una località protetta e detenuto agli arresti domiciliari. Torna a Roma di rado. 













 








Marcello Colafigli: detto “Marcellone” per la sua stazza, che è aumentata negli anni. La sua condizione giudiziaria è il FINE PENA MAI, che sconterà nel manicomio criminale di Aversa. E’ ancora un nome che fa paura in certi ambienti ma la sua storia sembra destinata a finire dietro quelle mura. 












 









Antonio Mancini: ha avuto potere decisionale fino a quando è stato arrestato. Sta finendo di scontare la sua pena che è di 28 anni. E’ ai domiciliari e presta servizio di volontariato a ragazzi disabili. Quest’anno sarà di nuovo libero. 

 






















Enrico Nicoletti: il cassiere e non solo. E’ andato dentro e fuori di galera per anni. Oggi è in carcere a Parma, ha chiesto recentemente la possibilità di andare ai domiciliari ma senza successo. E’ depresso e a quanto pare malato di tumore. 

 



















Vittorio Carnovale: “er coniglio”. E’ stato un sodale della Banda dal 1979. E’ stato accusato di 7 omicidi. Ne ha confessati tre senza essere mai condannato perché processato e assolto in precedenza. E’ libero e non si hanno tracce di lui. Il fatto che abbia collaborato con l’accusa per l’omicidio Pecorelli è un buon motivo per non essere troppo visibile. 

 


















Gianfranco Urbani: “er pantera”. Viene dall’ndrangheta calabrese portato da Antonio Mancini. E’ uno dei pochi che preferiscono parlare invece di sparare. E’ un trafficante di droga d’esperienza. La sua fama fa in modo che anche Falcone spicchi un mandato di cattura per lui. Nel 1999 viene arrestato quando i carabinieri trovano e sequestrano 30 kg di eroina e 5 kg di cocaina per un valore di 30 miliardi. E’ ancora in carcere con i suoi 74 anni. 

 




















Roberto Fittirillo: uno dei killer della banda. Secondo l’accusa compie 5 omicidi ma per tutti viene assolto nel 2007 per decorrenza dei termini e per la buona condotta. Stranezze. E’ comunque sempre stato vicino ad ambienti dello spaccio di droga in zona Montesacro-Tufello. E’ libero. 























Ernesto Diotallevi: è un faccendiere che passa trasversalmente dalla Banda della Magliana , a Flavio Carboni al banchiere Roberto Calvi. Abita nelle vicinanze di Piazza di Spagna e non gode di buonissima salute. I suoi figli si interessano di nautica insieme al padre, tanto da comprare, si dice, un cantiere navale a Ostia. 

 























Angelo Cassani: detto “ciletto”. E’ uno dei personaggi indagati nel caso di Emanuela Orlandi. Da qualcuno definito il killer personale di De Pedis è oggi libero. Non molto tempo fa lavorava come pony express a Cerveteri dove abita. 














 









Fulvio Lucioli: er sorcio. Uomo di Nicolino Selis aveva un ruolo marginale all’interno della Banda. Marginale ma informato visto che è diventato il primo collaboratore di giustizia della Banda stessa. E’ sparito tra i milioni cittadini di Roma e difficilmente si risentirà parlare di lui. 

 






















Raffaele Pernasetti: “er palletta”. Braccio armato di De Pedis viene accusato di quattro omicidi, sarà condannato per uno. E’ Notte Criminale che ha scoperto che è tornato a Roma, in semilibertà. Dopo quasi 30 anni di galera lavora come lavapiatti all’Oio, trattoria trasteverina. 

 










 









Massimo Carminati: il collegamento tra la Banda e l’estrema destra. E’ passato indenne a tutte le accuse più pesanti, dall’omicidio Pecorelli alla strage dell’Italicus. Oggi ha una jenseria in Corso Francia a Roma e un ristorante con un parente: Il frate. Il figlio ha il senso degli affari ed oltre ad avere molti campi di paintball è anche il proprietario di un locale a Ponte Milvio. Si dice che si diletti a navigare con una barca a vela di amici. Ultimamente è stato messo in evidenza all’interno delle vicende del calcio scommesse. 

 


















Manlio Vitale: er gnappa. Uomo della prima ora della Banda, uomo di Abbatino è riuscito a sopravvivere a tutte le faide interne. Era, fino a poco tempo fa, in prigione per essere stato arrestato mentre stava cercando di entrare dentro a una banca in centro città a Caserta. E’ attenzionato per il caso della morte di Angelo Angelotti. 















Renzo Danesi: detto "cabbajo", romano (del Trullo) classe 1955, cofondatore della Banda della Magliana, è in carcere dal 1992 con l’accusa di sequestro di persona per aver preso parte al rapimento del conte Grazioli; oggi lavora in una cooperativa a Roma e si diletta nel teatro. E' recuperato alla società civile ? Qualcuno ha qualche dubbio



















Salvatore Nicitra : siciliano, amico di Giuseppucci e e referente di De Pedis per la zona di spaccio di Primavalle. E' amante del gioco d'azzardo e gestì per conto della Banda dei circoli privati. nel 1993 gli fu rapito il figlio Domenico insieme al fratello. Dopo essere sparito per un paio di anni sembra sia ricomparso nel vecchio quartiere romano che comandava.  














Libero Angelico: come Cassani è uomo di fiducia di De Pedis. La Moretti lo accusa, insieme a “ Ciletto”, di essere il killer di Edoardo Toscano. Mai arrestato. Anche lui compare tra i personaggi legati al caso Orlandi. Oggi ha cambiato vita e fa il ristoratore. 

Luciano Mancini: detto “er principe”. Usuraio con i soldi di Amleto Fabiani, di cui sposa la sorella Mirella. Quando muore “er voto” si tiene i soldi e continua la sua attività. Si dice che il suo raggio d’azione sia la Magliana e Trastevere.


Ogni tanto tornate su questo articolo, aggiungeremo sempre qualcosa, la caccia è aperta. 


Dopo la morte di Angelotti un quesito: cosa fanno adesso i superstiti della Banda della Magliana? ( Prima parte )