----------------------- Emanuela Orlandi: “Nessuna intimidazione da parte nostra”. Il Vaticano si giustifica a | Notte Criminale

Emanuela Orlandi: “Nessuna intimidazione da parte nostra”. Il Vaticano si giustifica a

di Alessandro Ambrosini
Non convincono molto le parole del direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. 

La settimana scorsa “Chi l’ha visto” ha fatto vedere l’immagine di un agente della gendarmeria vaticana mentre era intento a fotografare le persone presenti alla manifestazione per Emanuela Orlandi a Sant’Apollinare. 

 “Nessuna intenzione di identificazione di persone nè di intimidazione, ma solo una ripresa fotografica a fine di documentazione di immagini di manifesti e scritte esposti in pubblico". 

Queste le parole di padre Federico Lombardi, che in una nota resa pubblica dalla stessa redazione di "Chi l’ha visto" continua:«La manifestazione in Piazza Sant'Apollinare era pubblica - e la popolazione era stata pubblicamente invitata a partecipare. Non aveva dunque alcun carattere riservato, e immagini e manifesti erano esposti intenzionalmente in pubblico. Era anche chiaro che in tale manifestazione si sarebbero fatti riferimenti al Vaticano. Poche settimane prima vi era anche stata una presenza organizzata in Piazza San Pietro. Non si vede dunque perchè - prosegue la nota - non si dovesse seguire ciò che sarebbe avvenuto in Piazza Sant'Apollinare, senza alcuna intenzione di identificazione di persone (del resto del tutto inutile) e tantomeno di intimidazione, ma riprendendo a fine di documentazione alcune immagini di manifesti e scritte esposti in pubblico proprio perchè fossero visti e riportati dai media».
  
Infine il direttore della sala stampa vaticana aggiunge:”Per quanto riguarda i rapporti fra la Gendarmeria vaticana e le autorità italiane di Pubblica Sicurezza - conclude Lombardi - sono ottimi e assolutamente trasparenti”. 

Proprio la sua ultima affermazione fa sorgere una serie di domande plausibili:
ma visto i buoni rapporti tra la gendarmeria e la polizia, non bastava un monitoraggio delle forze dell’ordine italiane, come avviene in ogni manifestazione ? 

Serviva la presenza, questa volta ingombrante della gendarmeria? 

Ma tutto questo zelo non si potrebbe usare per aprire le porte alla verità sulla scomparsa di Emanuela?