----------------------- Francis Turatello e il Clan dei Marsigliesi: la malavita in guanti bianchi | Notte Criminale

Francis Turatello e il Clan dei Marsigliesi: la malavita in guanti bianchi

FRANCIS TURATELLO

Nato ad Asiago, figlio di una sarta nubile abitante a Milano e tornata al paese natale durante la guerra; secondo molte fonti era il figlio naturale del boss mafioso italo-americano Frank Coppola detto Frank tre dita.

Trasferitosi con la madre a Milano (quartiere di Lambrate) fin dall’infanzia, pugile dilettante nella giovinezza, fa la sua comparsa nell’ambiente criminale milanese come piccolo ladro di auto, per poi passare progressivamente ad imporre la sua personalità assumendo ruoli sempre più di spicco fino a giungere a capo di una banda criminale (costituita per lo più da immigrati di provenienza catanese) dedita al controllo delle bische clandestine della città e allo sfruttamento della prostituzione (attività che nel periodo di massimo successo fattura decine di milioni di lire a sera).

le armi sequestrate alla banda di Turatello

Partecipa inoltre a diverse rapine e sequestri di persona, con la complicità della Banda dei Marsigliesi di Albert Bergamelli.Turatello è celebre per la forte rivalità, nata fin dalla giovinezza, con Renato Vallanzasca, cosa che genera una sanguinosa faida con numerose vittime su entrambi i fronti. Successivamente, dopo l’arresto sia di Vallanzasca sia di Turatello ha luogo un progressivo riavvicinamento fra i due che stringeranno amicizia (Turatello sarà tra l’altro testimone di nozze di Vallanzasca nel matrimonio con Giuliana Brusa celebrato in carcere).

Turatello testimone di Vallanzasca al suo matrimonio in carcere

Si discute ancora oggi sulla posizione all’interno di Cosa Nostra di Turatello, ma si ritiene che nel corso della sua carriera criminale sia stato spesso in contatto con alti esponenti dei clan camorristici napoletani e delle famiglie siciliane. La figura di Turatello compare inoltre in molti episodi oscuri della storia d’Italia degli anni settanta, fra cui il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro e alcune azioni criminali compiute dalla Banda della Magliana.

Dopo una lunga latitanza viene arrestato il 2 aprile 1977 in maniera piuttosto casuale in Piazza Cordusio a Milano; processato per una lunga lista di reati viene condannato ad una lunga detenzione che sconta sotto il regime di carcere duro.

 

Nonostante questo riesce per un certo periodo di tempo a guidare la sua banda e dirigere i propri affari criminali dal carcere, fino a quando viene soppiantato del suo ex braccio destro Angelo Epaminonda, detto “il Tebano”.

Turatello viene ucciso il 17 agosto 1981 nel carcere di Badu’e Carros in Sardegna da Pasquale Barra, Vincenzo Andraous, Antonino Faro, Adriano Danilo e Salvatore Maltese in modo molto efferato: verrà accoltellato e successivamente sventrato e il suo cuore estratto e morsicato. Il movente di questo omicidio è ancora misterioso, ma certamente una fine così atroce – e il conseguente scempio del cadavere – rivelano che egli avesse compiuto un’offesa assai grande. Alcune fonti fanno risalire alla Nuova Camorra Organizzata l’ordine dell’omicidio, ma non vi sussistono ancora fonti attendibili. Francis Turatello è sepolto al Monumentale di Monza.

Pasquale Barra, l’uomo che uccise Turatello e ne addentò il cuore

Turatello è citato nel libro “Senza manette” di Franco Califano in qualità di conoscente ed amico del cantante.

Franco Califano

La copertina dell’album di Califano con il figlio di Turatello

IL CLAN DEI MARSIGLIESI

Il clan dei marsigliesi era un’organizzazione criminale operante tra Francia e Italia nell’arco degli anni sessanta e anni settanta. La storia di questa banda è ancora poco chiara, anche a causa del fatto che non sono state spiegate le cause dell’omicidio di uno dei capi, Albert Bergamelli, per mano di Paolo Dongo. È possibile che il clan avesse contatti con il mondo dell’eversione nera italiana e con le grosse organizzazioni criminali del meridione.

La cattura di Berenguer

Berenguer all’obitorio

Dedita alle rapine, ai sequestri di persona, allo sfruttamento della prostituzione, alla gestione delle bische clandestine e al traffico di droga, aveva come capi Albert Bergamelli e Giuseppe Rossi (alias “Jo le Maire“). Altri componenti della banda furono inoltre Jacques Berenguer e Maffeo Bellicini.

Arresto  Albert Bergamelli

Il primo colpo dei Marsigliesi ad avere grande risonanza avvenne il 15 aprile 1964 in un’oreficeria di via Montenapoleone, a Milano e fu compiuto da otto membri della banda guidati da Jo le Maire.

Trasferitasi nella capitale, fece scalpore con i sequestri del gioielliere Giovanni Bulgari e dell’ingegner Amedeo Ortolani, figlio del finanziere Umberto.

Il luogo dove tennero prigioniero Gianni Bulgari

La conferenza stampa di Gianni Bulgari dopo il rilascio

Con l’arresto di Albert Bergamelli e Lucas Bezian, avvenuto a Roma il 30 marzo 1976, tramonta il mito dei Marsigliesi negli ambienti della criminalità organizzata. Nonostante l’intervento di avvocati e criminologi legati alla loggia massonica P2, come Gianantonio Minghelli e Aldo Semerari, infatti, i principali componenti della banda finirono in carcere mettendo fine alla propria attività criminale.

Fonte: Wikipedia

Fonte foto: Archivio Unità