Notte Criminale chiarisce…

iniziamo a mettere i puntini sulle “i”.

Notte Criminale non vuol essere mitizzazione del crimine, al contrario, parte proprio dal chiedersi “perchè crimini e criminali diventano mito?”.

Al processo delle vittime e dei carnefici: media, giornali, tv…ma soprattutto le “Interpretazioni dei fatti”. Fatti, appunto. Quelli accaduti e narrati senza voler rendere star e miti i criminali, ma che hanno informato, inseguito e supportato le vicende, le indagini, gli avvenimenti.

Interpretazioni che additato il cinema, la televisione e lo spettacolo come artefici della mitizzazione. Vero…tanto quanto Falso. Se a giocare con la spettacolarizzazione della notizia, sono stati per primi i mezzi di comunicazione, di certo non possiamo giustificare, solo con essi, il fine deleterio che spesso porta a mitizzare, scagionare e, cosa ancor più grave, emulare tali atteggiamenti criminali.

Così a rispondere sui “perché”,  in tribunale, senza giudicare, portiamo anche le istituzioni che additano ma che si sono e si macchiano e magari anche le famiglie che, sempre più “filtri” assenti, amano puntare l’indice contro.

E allora, Notte Criminale, si pone tra lo schermo ed il pubblico,senza schierarsi. Partendo da ciò che è stato analizza il “come è stato raccontato”, lascia spazio alle opinioni e, usando lo stesso strumento di “cattura”, proprio dello spettacolo, prova ad alleggerire il peso del male accendendo i riflettori sul tema “crimine”.

Per questo è notte che illumina, chiarisce, interroga, di e sul crimine. Proprio perché a metà tra l’essere e l’apparire, la formula scelta è l’infotainment: informazione che intrattiene l’attenzione.

La notte, prima di “entrare in scena” sui palcoscenici cittadini,  è sul web che discute e fa discutere pubblico, protagonisti, scrittori, autori, giornalisti, attori.

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