----------------------- Roma: ormai è certo, la tomba di De Pedis lascerà la Basilica di Sant'Apollinare | Notte Criminale

Roma: ormai è certo, la tomba di De Pedis lascerà la Basilica di Sant'Apollinare


« Ormai è sicuro: entro la fine del mese di maggio la salma di Renatino De Pedis lascerà definitivamente la basilica di Sant'Apollinare per trovare un'altra sistemazione. Stavolta al cimitero di Prima Porta. I tempi e i particolari della traslazione restano ancora da definire nel dettaglio ma da come il Vaticano e la Procura di Roma stanno procedendo sembrano piuttosto ravvicinati. Questione di qualche settimana assicurano al di là del Tevere». 

Lo scrive Franca Giansoldati sul Messaggero: «Il mistero legato a questa singolare sepoltura che la Chiesa assicurò a un esponente di spicco della criminalità romana probabilmente è destinato a restare integro sullo sfondo, ma almeno nella cripta sottostante all'altare di una delle più antiche chiese della capitale tornerà a regnare la quiete. Perché la tomba dell'ex capo della banda della Magliana oltre a essere diventata fonte di enormi imbarazzi per il Vaticano era diventata un incubo anche per il parroco, don Pedro Huidobro Vega costretto ad allontanare quotidianamente decine di turisti desiderosi di accedere al piano sottostante solo per fare una foto ricordo al sepolcro di marmo bianco in cui il boss riposa dal 1990, quando il cardinale Ugo Poletti, all'epoca vicario della diocesi, autorizzò la tumulazione dietro una sostanziosa offerta di denaro da destinare a opere di carità. 

Anni addietro il senatore Giulio Andreotti spiegò la singolare decisione di Poletti in questo modo: 'Ecco: De Pedis magari non era proprio un benefattore per tutti, ma per Sant'Apollinare sì', lasciando intendere che l'autorizzazione ad essere sepolto in modo del tutto inusuale per un comune cittadino era il risultato di un atto di generosità verso la Chiesa. I primi passi da parte del cardinale Agostino Vallini per arrivare alla traslazione sono già stati presi, tanto che nel giro di un paio di giorni, probabilmente venerdì, nel Palazzo del Vicariato - dal quale dipende la basilica affidata alle cure dell'Opus Dei che gestisce anche l'ateneo attiguo della Santa Croce - si terrà una riunione tecnica ai più alti livelli. 

A convocarla ci ha pensato il cardinale dopo avere parlato con i magistrati. Vi parteciperanno i vertici della Gendarmeria vaticana assieme ad alcune autorità italiane (polizia, magistratura, funzionari del Campidoglio). Il Vaticano spinge e vuole fare in fretta ma senza troppo clamore. Il Papa in persona del resto ha fatto capire che bisogna mettere la parola fine ad un giallo che si protrae da troppo tempo con evidente danno all'immagine della Chiesa.

 La scorsa settimana il portavoce della Santa Sede, padre Lombardi, in una nota sul caso della scomparsa di Emanuela Orlandi ribadiva la totale collaborazione con la magistratura. Occorre far luce sulla vicenda. Poi, in aggiunta, affermava: da parte ecclesiastica 'non si frappone alcun ostacolo a che la tomba sia ispezionata e che la salma sia tumulata altrovè. 

L'accelerata impressa alla traslazione del boss della Magliana è l'effetto delle pressioni esercitate dalla famiglia Orlandi sull'opinione pubblica e sulle autorità vaticane. Il fratello di Emanuela Orlandi, Pietro in questi ultimi mesi ha rivolto diversi appelli per ottenere risposte utili e non fare calare il silenzio. Diversi politici si sono mossi sulla stessa scia, tra cui Veltroni che ha presentato al ministro dell'Interno una interpellanza parlamentare per sapere i motivi che finora hanno impedito di ispezionare la tomba di Renatino e fare chiarezza sulla sua sepoltura. 

Il 28 marzo il ministro dell'Interno, Cancellieri, rispondendo a Veltroni, ha disposto ulteriori accertamenti 'per verificare la completezza di ogni particolare fornito e, in seguito, poter dare all'onorevole tutte le informazioni possibilì. Intanto il parroco di Sant'Apollinare spera che tutto questo clamore finisca al più presto. 'Non so quando avverrà la traslazione, anche se prima o poi mi dovranno avvertire. Finora non ho ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale. La salma tumulata nella cripta di per sè non dà fastidio, mentre invece i curiosi che ogni giorno insistono per fare le foto sì. La chiesa deve tornare a essere un luogo di culto in cui andare a pregare non una meta turistica per foto ricordò. In buona sostanza per il parroco si tratta soprattutto di una questione di decoro».